Sensi di colpa, sentirti peccatori, indegni – La trappola di Satana

E’ molto che non scrivo un articolo. E il perché sta nel titolo.

Satana è furbo e una delle peggiori cose che sta facendo è quella di farmi sentire in colpa. Farmi sentire indegno dell’Eterno e di Yeshua.

Siamo tutti dei peccatori, non c’è da vergognarsi.

21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: 22vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesú Cristo, per tutti coloro che credono – infatti non c’è distinzione: 23tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – 24ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesú. 25Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, 26al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesú.

Romani 3:21

Questo non significa che il Nostro Padre, il Nostro Creatore, non ci ascolti, non ci perdoni o non ci Ami.

Ha mandato Yeshua a sacrificarsi per noi, noi peccatori affinché tramite questo sacrifico arrivassimo al Padre, ci riconciliassimo con lui. Ed è qui che Satana fa il suo gioco.

Ci fa sentire peccatori e indegni affinché ci allontaniamo da Lui.

Mette in noi il seme del “non sono degno, non posso pregare perché Dio mi disdegna” e così pian piano ci allontaniamo. E questa è la peggiore cosa che possiamo fare.

Invece no! Dio è qui per aiutarci anche in questo, dobbiamo preservare e stare vicino a Lui.
Ok, pecchiamo, ma solo continuando a stare con Dio avremo modo di farci perdonare e smettere, migliorare.

Quindi basta e no grazie, Satana, non ti credo. Perché l’Eterno mi ha fatto una promessa e so che la manterrà.

Dio ci benedica tutti!

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La mia risposta alle domande di un Cristiano/Cattolico

In Italia siamo quasi tutti cresciuti sotto la dottrina Cattolica e di conseguenza Cristiana e ci hanno insegnato, ahimè, insegnato a vivere con una certa idea su Dio (l’Eterno, il Dio di Israele, il nostro Creatore).

Questo modo di vedere e di pensare crea una serie di domande dentro di noi alla quale diamo una risposta che però non è reale.

  1. Se credo in Dio sono buono?
  2. Se faccio il buono vado in paradiso?
  3. Un credente è una buona persona?
  4. Se commetto un peccato Dio mi punisce?

Queste sono solo alcuni dei quesiti che ci poniamo e al quale diamo una risposta semplice. Sì. A prescindere da ciò che realmente l’Eterno ci ha insegnato e che purtroppo non ci è stato tramandato.

La realtà è molto più complessa.
Una persona che crede non necessariamente è buona e non necessariamente credere significa diventare buoni.
Dio non ci punisce se commettiamo un peccato, perché la nostra punizione è già stata sentenziata, piuttosto siamo noi che conoscendo la punizione decidiamo di accettarla e cavalcarla.

Quindi la risposta ancora una volta non è così semplice da dare. Ma perché limitarsi ad ascoltare e non iniziare a cercare di conoscere davvero il nostro Creatore?

Dio ci benedica fortemente!

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E’ così difficile trovare la persona giusta?

La risposta può cambiare radicalmente in base a chi viene posta.
Personalmente vedo l’argomento più complesso di quanto si possa immaginare, del resto mi piace complicare le cose 🙂 Ma procediamo per gradi.

Premetto che questa è una mia opinione personale. Non un dato scientifico, non un segno dell’Eterno, solo ciò che in base alla mia esperienza sono riuscito a comprendere.

L’Eterno ci ha lasciato queste parole in Genesi 2:18 (Nuova Riveduta):

18 Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui». 19 Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli avrebbe dato. 20 L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò un aiuto che fosse adatto a lui. 21 Allora Dio il SIGNORE fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa. 22 Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo. 23 L’uomo disse: «Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo». 24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne.
25 L’uomo e sua moglie erano entrambi nudi e non ne avevano vergogna.

Tralasciamo gli errori di traduzione.
Siamo quindi d’accordo sul fatto che l’uomo (e di conseguenza la donna) non sia fatto per stare da solo, anzi, siamo stati creati apposta per stare insieme. Perché l’unione dell’uomo e della donna creano un’unica carne che si completa.

Quindi potremmo dedurre che nel corso della nostra vita esploriamo il mondo alla ricerca di quella persona che ci completi. Un po’ la famosa “metà della mela”, concetto che rispecchia in pieno il mio modo di pensare.

Ma poi arriva quella che io definisco come la “società occidentale moderna”. Una cultura che insegna (e nella quale si basa) a valorizzare l’impatto esteriore, l’individualità e il bene personale al di sopra di ogni cosa, anche sul bene degli altri (sembra un controsenso ma è così, rifletteteci).

In una società del genere trovare la persona giusta è davvero complesso perché le variabili aumentano. Non solo, ma ascoltare ciò che il nostro Spirito (guidato dall’Eterno) ci dice diventa complesso.
Del resto in una coppia siamo in due e dobbiamo andare nella stessa direzione, se le direzioni sono differenti, prima o poi si divideranno.

Allora si inizia a considerare e dare maggiore importanza a variabili differenti rispetto a quelle realmente importanti. Questo ci porta completamente fuori strada. Perché l’Eterno ci ha creati per stare insieme e completarci e quindi il nostro Spirito ci guida verso la persona che realmente ci completa, quella che, nel bene e nel male, ha tutto ciò che noi non abbiamo e necessita di tutto ciò che invece noi possediamo (non in senso materiale!).

Se mettiamo da parte questo importantissimo aspetto cosa rimane? Semplice, le variabili di cui parlavo prima.
Ma queste non portano a niente di buono. Perché il benessere personale messo al di sopra degli altri porta all’individualismo che è l’opposto di ciò che serve in una relazione, la bellezza esteriore con il tempo decade e scompare e la ricchezza materiale è uno specchietto per le allodole.

Voi direte: “Certo, allora cosa mi deve piacere dell’altra persona? Come faccio ad esserne attratto?”. E qui scattano tutti gli studi psicologici e la questione della chimica. Che sì, ci sta tutto ma personalmente credo che l’unica guida da seguire sia il nostro Spirito (guidato dall’Eterno, e due :D).
Solo in questo modo, credo fermamente, potremmo trovare quella persone che è realmente giusta per noi, quella che ci completa.

Avete presente quando in una relazione si inizia un po’ a pensare come il nostro partner, vediamo che inizia ad avere i nostri atteggiamenti e in qualche modo sembra essere cambiato (e questo accade pure a noi)? Ecco, questo significa avere accanto quel tipo di persona.

Attenzione, non sto parlando di persone che si “annullano” e non dobbiamo assolutamente confondere i problemi psicologici/spirituali con questo tipo di atteggiamento.

Perché unirsi ad una persona in modo totale è semplicemente ciò per cui siamo stati creati.

La risposta alla domanda quindi è: no, non è facile trovare la giusta persona in una società occidentale moderna (quanto mi piace questo nome :D) come quella in cui viviamo, ma non è neanche impossibile.

Dio ci benedica!

Una riflessione dopo un po’ di pausa

Chi ha mai detto che avere Fede, credere nell’Eterno e vivere secondo la Sua volontà sia facile? E chi ha mai detto che ti rende “al di fuori dal mondo”?

La verità è che è davvero difficile, specie se non si ha nessuno con cui condividere, specie se viviamo in questo mondo, in questo periodo storico.

Personalmente mi sono trovato in una situazione di stallo. Dove nessuna persona che conosco comprende né condivide la mia Fede. Poco male, non mi allontanerò dall’Eterno per questo, ma quanto è difficile!

Ogni giorno, ogni situazione collide con ciò in cui credo, ciò che desidero e ciò che mi è stato insegnato.

L’unica preoccupazione che ho è: avrò il tempo di conoscere la verità?
Perché la vita terrena è questa, devo viverla qui, dove sono stati messo e nel momento in cui sono stato creato e nonostante tutti gli sforzi che posso fare, con tutta la fede che riesco ad avere, inciamperò. Cadrò e mi rialzerò. Sarà abbastanza?

Confido nella Misericordia dell’Eterno.

Dio ci Benedica tutti.

cielo

Credere in Dio ci rende superiori?

Molte persone credenti in Dio hanno la convinzione che la loro fede, credenza e convinzione li porti ad un livello superiore. Ecco che quindi si sentono più importanti, più giuste, più corrette, intoccabili e non giudicabili, con il potere decisionale e di giudizio.

Come se il Dio degli Ebrei insegnasse questo. Come se Yeshùa avesse mai parlato a proposito di questo. Come se i discepoli di Yeshùa nelle loro lettere e nei loro racconti si fossero mai resi superiori a qualcuno od avessero mai fatto capire qualcosa di simile.

Aver riconosciuto il Dio di Abramo e Isacco come il nostro Creatore, Dio e Padre, aver accettato Yeshùa come nostro Salvatore e Figlio di Dio, rispettare gli insegnamenti, cercare di combattere il peccato, comportarsi il più simile possibile a Yeshùa, pregare, avere una grandissima Fede in ciò che crediamo, non ci rende superiore ad altri, non ci da poteri divini e non ci rende intoccabili o non giudicabili, anzi.

Aver conosciuto Dio significa aver fatto una scelta ed aver ricevuto un dono, aver conosciuto una felicità che niente in questo mondo può equipararla, aver visto l’invisibile, aver acquisito la certezza delle promesse di Dio. In poche parole aver ricevuto la Fede.
Aver conosciuto Dio mi ha cambiato? Sì, certamente. Ma non mi ha reso superiore a niente e nessuno, non mi ha dato poteri e non mi ha messo niente sotto ai piedi.

Avere la convinzione che iniziare a credere in Dio ci renda persone superiori a qualcuno significa solo che bramiamo il potere e questo, guarda caso, è il peccato ricorrente nell’uomo, sin dalla sua creazione. E credere in questa menzogna è la dimostrazione di non aver mai conosciuto Yeshùa né di avere ricevuto la Fede.

La decisione di avvicinarsi a Dio proviene dal cuore (nel senso ebraico della parola lev) e può essere ispirata da Dio stesso o spontanea. E guai a noi che la nostra mente desideri il male.

Dio ci benedica!