Wilson e Debora pochi giorni fa mi hanno raccontato di uno studio che hanno iniziato a fare riguardo al Nome di Dio e al nostro comportamento nei suoi confronti.
Così oggi mi sono messo a cercare in giro e studiare un po’ la situazione.
Da profano dell’argomento (lingua ebraica, greca e testi originali) ho cercato dove ho potuto e mi sono affidato a studi fatti da altri ma cercando di trovare riscontri con la Parola di Dio.
In particolare mi sono letto cosa diceva Wikipedia al riguardo ai nomi di Dio perché la ritengo una fonte al 99% dei casi affidabile.
Poi ho scoperto il sito biblistica.it che ha condotto uno studio parecchio approfondito sull’argomento. Pur concentrandosi sullo smentire (giustamente) il falso messaggio dei Testimoni di Geova, sono riusciti a spiegare nei dettagli tutto l’argomento.
Vi consiglio quindi di leggere attentamente le 7 (sette) parti di questo studio. Lo so che è lunga ma vi assicuro che è tutto molto interessante.
Personalmente ho riscontrato verità nel leggerlo e mi ha fatto piacere notare una certa similitudine nell’idea iniziale che mi ero fatto leggendo i passi della Bibbia.
Cercherò di riassumere ciò che ho compreso e appreso. Perdonatemi qualche castroneria o imperfezione.
Anzitutto la Bibbia è scritta in Ebraico dagli Ebrei per gli Ebrei e ciò significa che dovremmo prima comprendere la società Ebraica specie del periodo storico corretto e poi cercare di capire la Bibbia stessa. Questo lo scrivo principalmente per me, dato che sono ignorante nell’argomento e che ho molto da imparare e comprendere.
Comunque, questa premessa l’ho fatta perché sulla questione del nome di una persona gli Ebrei la vedono in modo differente da noi occidentali.
In particolare per un Ebreo conoscere il nome di una persona equivale non solo a conoscere come si chiama ma ad avere una profonda conoscenza dell’essenza della persona stessa. Per gli Ebrei conoscere il nome di una persona significa poter esercitare del potere su di essa.
Presso gli ebrei (e, quindi, nella Bibbia) c’era il concetto che conoscendo il nome di qualcuno si poteva esercitare un certo potere su di lui. (bibilistica.it)
Da qui, la domanda. Dio avrebbe permesso e/o ci permetterebbe mai di conoscere il suo nome?
La risposta si trova in Esodo 3:13-14
Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi».
Senza entrare nel dettaglio (non ne ho le competenze ma il sito biblistica.it spiega tutto davvero molto bene), quello che è stato tradotto in ‘Io sono’ e in ‘Io sono colui che sono’, è la traduzione del tetragramma ebraico יהוה.
Il tetragramma è una parola formata da 4 lettere che possono essere scritte con l’alfabeto latino: JHVH.
Il significato di questo tetragramma, tradotto in Italiano sarebbe: ‘Colui che è‘.
Quindi Dio non rivela mai a Mosè il suo nome, ma gli dice che: ‘Io sono colui che sono‘ e che il suo popolo dovrà chiamarlo ‘Colui che è‘. Con questo fa capire anche che Dio ha il potere di essere chi vuole nel contesto che lo necessita, facendo comprendere anche tutto il suo mistero e tutta la sua potenza.
Quindi non ha mai detto il suo nome e in tutta la Bibba non rivela mai il suo nome, perché noi non siamo tenuti a saperlo. Nessuno è tenuto a conoscerlo.
Ovviamente c’è molto di più sull’argomento e vi rimando ancora una volta al sito bibilistica.it così che potrete conoscere ogni dettaglio.
Continuando, Dio stesso quando dà le leggi al suo popolo comanda (Esodo 20:7)
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano
Ancora una volta le traduzioni ci ingannano e, sempre dallo studio del sito sopracitato, scopro che la parola ‘invano’ non è esattamente corretta. Cercherò di riassumere in modo veloce il concetto di questo comandamento: ‘non possiamo usare il ‘nome di Dio’ in modo inopportuno, in modo non santo’.
Sempre in quel sito viene fatto l’esempio del peggior utilizzo fatto con il nome di Dio, che è stato quello dello scempio commesso da Hitler, dove inoltre, faceva scrivere nelle uniformi delle SS la frase: ‘Dio con noi’. Altro esempio che mi è appena venuto in mente è l’utilizzo del nome di Dio per combattere le guerre delle Crociate.
‘Uso del nome di Dio’ significa sì, l’utilizzare il nome comune nel contesto di una frase o una situazione ma ancor di più l’utilizzo della conoscenza che Dio ci ha dato e l’utilizzo dell’essenza di Dio per un qualche scopo.
Fatto sta che, dal timore di questo comandamento, gli Ebrei hanno iniziato a ‘vietare’ anche la pronuncia del tetragramma ‘JHVH’. Tanto che con gli anni sono arrivati al punto di perdere il ricordo della pronuncia stessa (perché in ebraico le parole si scrivono in un modo ma poi si vocalizzano in un altro e quindi vederla scritta non significava sapere come si pronunciava).
Tutto questo per il loro grande senso di timore e rispetto per Dio stesso.
Vi rimando ancora una volta allo studio sopracitato perché sono molto interessanti gli approfondimenti sulla perdita della vocalizzazione del tetragramma e sulle scappatoie create dagli Ebrei per non nominarlo.
Ovviamente ‘JHVH’ non è il solo modo in cui è scritto il nome di Dio o in cui si fa riferimento ad esso. Ad esempio in Genesi 1:1 troviamo il testo:
In principio Dio creò il cielo e la terra
La parola ‘Dio’ in questo caso è: Elohìm.
Ma il cuore di tutta la questione sono i passi del racconto di Mosè, dove Dio stesso indica il tetragramma da utilizzare per far riferimento a Lui.
Passando poi nel Nuovo Testamento si perde ogni riferimento a ‘JHVH’ e pure Gesù utilizza gli stessi modi di ‘esprimersi’ dei giudei, cercando quindi di evitare di nominarlo.. anzi assume un modo passivo impersonale. Ade esempio utilizza i modi: ‘vi sarà data’, ‘sarete confortati’ al posto di: ‘Dio vi darà’, ‘Dio vi conforterà’.
Inoltre Gesù ci insegna a raffrontarci davanti a Dio come figli e quindi di chiamarlo ‘Padre’. Lui stesso infatti lo chiama Padre in moltissime occasioni.
Ci sarebbero davvero molte cose ancora da dire, del resto, biblistica.it ha fatto sette pagina di studio..
Lo so che non sono stato chiarissimo, vi avevo avvertiti
Ma come ho fatto fin’ora vi rimando allo studio sul nome di Dio così potrete avere un’idea davvero chiara.
In conclusione ho appreso che Dio non ci ha mai (e mai lo farà) rivelato il suo nome, perché noi non potremmo mai comprendere l’essenza di Dio stesso e non potremmo mai esercitare alcun potere su di Lui. Conoscere il nome di qualcuno, così come inteso per gli Ebrei e ancor di più nella Bibbia è qualcosa che va oltre al nostro pensiero occidentale.
Comprendo quindi perché Dio ci vieta questa conoscenza e perché, nella Bibbia stessa, i trascrittori del tempo hanno usato tanti aggettivi o ‘appellativi’ per riferirsi a Dio.
Come dovremmo quindi chiamare Dio? Sicuramente non dobbiamo cercare di scoprire il suo nome. Personalmente concordo con il mio fratello Giuseppe, che ha detto:
Cari ragazzi penso che se vogliamo essere sicuri di dare un nome giusto a Dio basta chiamarlo Padre
Dio vi benedica!